L'AMATA IMMORALE (Aldo Granese)

 

Non c'è vento che mi soffi
nelle piaghe delle mani,
solo sabbia e segni rossi
per cambiare da domani.
Tornerò sulla tua porta
per cercare la poesia:
non ho sonno e non mi importa
se è una vera malattia
e se sono uno stupido…

stupido perché ti sogno muta,
stupido a non farti male,
stupido nel cuore e nella mente,
folle, malato, anormale.

Più forte di ieri mi spacchi la testa
col mare che urla incazzato,
poi quando dici e finita la festa
significa abbiamo scherzato.
Canto le tue grazie deformanti
a chi sente e non può capire
che è impossibile andare avanti
e cosi lecito morire...

Dammi una mano a cadere all'indietro
strafatto di sonno e di vino,
mille pezzetti di magico vetro
mi ingombrano il cammino.

Voglio sognare sulle tue note
perché hai scritto le mie canzoni,
riempire le teste vuote
di inutili emozioni.
Tu te ne freghi della tempesta
e nessuno ti può colpire
e di te che cosa mi resta
aiutami a capire...

Dimmi se sto sbagliando,
triste angelo di Dio,
se alla gente sto dicendo
che sei solamente mio.
Tutto ciò che ci sta ammazzando
adesso tiriamolo fuori:
il mio amore non è servito,
siamo stati dei bravi attori.

 

 

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