Sonetto I (Aldo Granese)

 

Avevo la bestemmia già fra i denti
urlando quanto infame fosse Dio
quel dì che prese a se l'amico mio
togliendomi i suoi occhi sorridenti.

Partii che di anni non ne avevo venti,
i miei fratelli morti o nell'oblio...
-Il prossimo per forza sarò io!-
fra me pensavo stando sull'attenti.

Lasciavo una ragazza innamorata
credendo che mai più l'avrei rivista,
che il mondo me l'avrebbe rovinata:

sarebbe stata oggetto di conquista
chissà di quale belva sprigionata...
però non dissi mai: -Che Dio l'assista!-

 


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