Sonetto II (Aldo Granese)

 

Resto in disparte, così sopravvivo
e suono un'arpa di filo spinato,
uno strumento in eterno scordato
che ho costruito per un diversivo.

Canto una musa per cui io nutrivo
una passione che non ho saziato
per preservarla dal fare peccato
verso quel Dio che ho capito cattivo.

Mentre il furore di sangue rimbomba,
cinico aspetto che arrivi la fine…
certo non spero di avere una tomba,

salterò in aria in un campo di mine
sognando quella mia bianca colomba
che non ho ancora portato mai al cine.

 


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